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Il passaggio dal pannolino al vasino è un momento di crescita importante nella vita di un bambino. Nonostante l’abbandono del fatidico “patello” sia quanto di più fisiologico e naturale possa esserci, il processo di transizione verso il water (detto “acquisizione del controllo sfinterico”) talvolta può destare dubbi in alcuni genitori o sottoporli a giorni/ settimane faticosi.

In questo articolo vedremo come organizzare al meglio questo importante passaggio.

  • STEP 1: osserva bene il tuo bambino per capire quando è pronto.

Non esiste un’età specifica nella quale i bambini sono pronti per eccellenza al controllo sfinterico, ma diciamo che mediamente questo passaggio si verifica tra i 18 mesi ed i 3 anni, 3 anni e mezzo. Per capire quando, in questo lasso di tempo così esteso, iniziare a proporre il vasino al bambino la cose migliore da fare è quella di osservarlo e comprendere i segnali che ci manda. Di solito, ad esempio, i bambini iniziano ad essere più interessati al bagno ed al suo utilizzo (vengono con voi ed osservano “come si fa”, vogliono srotolare la carta, tirare l’acqua….) ed in generale divengono più consapevoli dei loro “bisognini” (ad esempio camminano a gambe aperte quando sono sporchi o bagnati, si nascondono per fare la cacca o chiedono subito di essere cambiati se il pannolino è pieno).

Inoltre, per accedere al vasino, un bimbo deve essere in grado di comunicare quando “gli scappa” verbalmente, tramite gesti o con una fuga verso il bagno.

Il bambino pronto, infine, è quello che ha voglia e riesce a collaborare nell’atto di andare in bagno (ad esempio prova da abbassarsi i pantaloni, salire sul water…).

 

  • STEP 2: scegli il momento più adatto anche per te.

E’ inutile imbarcarsi nell’impresa quando sappiamo di essere molto impegnati e sotto stress e di non avere energie da dedicare a questo passaggio. Per aiutare il bambino a lasciare il pannolino, dobbiamo avere tempo per stare con lui e cogliere i segnali che invia, la calma per gestire decine di strade in bagno “a vuoto” e la disponibilità a mantenere la tranquillità ed il buonumore necessari per asciugare gli inevitabili “incidenti”. Meglio allora optare per un “weekend lungo” o qualche giorno di vacanza che diano il tempo e la calma necessaria a mamma e papà.

                                                                                       

  • STEP 3: scegli bene la tua attrezzatura.

All’evento vasino bisogna arrivare preparati! Ci vogliono un numero di cambi sufficienti a resistere ai molteplici incidenti (ricordatevi calze e scarpe… si bagnano anche loro!!), teli per coprire i posti più delicati (tipo il divano) e soprattutto….. riduttore o vasino? La scelta è molto personale e dipende dai gusti vostri e da quelli dei vostri bambini. Ci sono bambini che sono molto spaventati dall’altezza e dalla profondità del water e che hanno bisogno del vasino e bimbi che, invece, usano il vasino come motocicletta per girare per casa e che per “produrre” hanno bisogno della privacy e della sicurezza del water…..

  • STEP 4: dotati di pazienza e di tanti sorrisi!

E’ facile che ci vogliano un po’ di tentativi “buchi” prima che qualcuno vada “a segno”….è normale così!! Non avere fretta e non mettere sotto pressione il tuo bambino, rischieresti soltanto di mandarlo in ansia e ritardare ulteriormente le sue conquiste.

E soprattutto…. NON SGRIDARLO QUANDO SBAGLIA!!! Per imparare bisogna prima sbagliare e questo succede a tutti, grandi e piccini!

Infine non esagerare con i festeggiamenti quando la pipì arriva finalmente nel water: il rischio è che il bambino impari che è bravo solo quando riesce in qualcosa e, di rimando, inadeguato quando sbaglia. Un bel “Ce l’hai fatta…. Ecco la pipì….Tiriamo insieme l’acqua?”, accompagnato da un sorriso o un abbraccio è più che sufficiente!

 

Ora che hai tutti gli strumenti…. Puoi iniziare il tuo spannolinamento…. Buon Lavoro!

 

Silvia Calattini

Silvia Calattini

Ciao, mi chiamo Silvia e sono Pedagogista e Pedagogista Clinico®. Ho scelto di essere Pedagogista perché credo fermamente nel valore dell’educazione, intesa come atto utile ad aiutare una persona a sviluppare le proprie potenzialità e perché sono certa che il cammino educativo e di crescita di un individuo inizi nel momento del concepimento e termini con l’ultimo respiro. Leggi la mia biografia

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